La Cappella dei Magi occupa un luogo eminente nel palazzo
dei Medici, che Cosimo il Vecchio fece costruire a partire dal 1444 circa, secondo
il progetto dell`architetto Michelozzo di Bartolomeo. Nel suo aspetto originario
(precedente cioè il "taglio" di un angolo voluto dai successivi proprietari
del palazzo, i marchesi Riccardi, nel 1699) la Cappella era perfettamente simmetrica
ed aveva l'ingresso dalla porticina centrale, oggi chiusa. Essa è suddivisa
nel suo interno, secondo un disegno di derivazione brunelleschiana, in due quadrati
giustapposti: una grande aula, ed una scarsella sopraelevata con l'altare e due
piccole sagrestie laterali.
La Cappella, avviata intorno al 1449-50, era probabilmente finita nel 1459,
con il prezioso soffitto di legno intagliato, dipinto e generosamente dorato
che si attribuisce a Pagno di Lapo Portigiani con il disegno di Michelozzo;
I'architetto progettò anche il pavimento di commesso marmoreo scompartito
in elaborati schemi geometrici, che per il pregio straordinario dei materiali
(porfidi, graniti, etc.) afferma la volontà dei Medici di emulare la
magnificenza delle basiliche romane e del Battistero fiorentino.
Il primo ornamento pittorico della Cappella fu la tavola d'altare con "l'Adorazione
del Bambino" di Filippo Lippi, che nel secolo scorso fu venduta ed è
oggi nei Musei di Berlino: al suo posto è una copia attribuita allo Pseudo
Pier Francesco Fiorentino, seguace del Lippi, che il restauro ultimato nel 1992
ha pienamente valorizzato. La Cappella è tuttavia celebre per il ciclo
delle pitture murali di Benozzo Gozzoli con gli "Angeli adoranti"
nella scarsella e il "Viaggio dei Magi" nell'aula. Dipinte negli anni
successivi al 1459, e comunque entro il 1463, rappresentano il capolavoro del
pittore, che dedicò al soggetto sacro, ma ricco di spunti di fasto ed
eleganza secolare, tutta la cura che Cosimo e Piero de' Medici, committenti
esigenti ed intenditori d'Arte, si aspettavano da Iui. Le schiere degli angeli
cantano e adorano sullo sfondo di una campagna civilmente scompartita, come
quella del contado fiorentino, mentre si avvicina a Betlemme la splendida cavalcata
dei tre Re con i rispettivi cortei, godendosi per via una signorile partita
di caccia con falchi e felini. Le vesti sontuose e varie e le finiture principesche
dei personaggi raffigurati fanno di questo ciclo pittorico una testimonianza
tra Ie piu affascinanti dell'arte e del costume di tutti i tempi. Tra i seguaci
dei Magi sono numerosi i ritratti di famiglia: sulla parete nord, nel corteo
del Mago giovane Gaspare (che una poetica tradizione considera il ritratto ideale
di Lorenzo de' Medici, il futuro Magnifico), sono identificabili Cosimo con
i figli Piero, Giovanni e Carlo, i tanciulli Lorenzo e Giuliano di Piero, il
pittore Benozzo. Il restauro delle pitture (1987-92), che ha rilevato
una tecnica di esecuzione raffinata e complessa, consente di apprezzare in pieno
la capacità compositiva di Benozzo, abile costruttore di movimentati
fondali paesistici in prospettiva, oltre che analitico testimone dello sfarzo
cavalleresco del corteo in cui sono racchiuse le memorie delle splendide parate
che nella festa dei Magi e in altre importanti ricorrenze sfilavano per la Via
Larga sotto alle finestre del palazzo.
Completa il pregiato arredo della cappella la residenza in legno, lavorata
a intagli e a intarsio, il cui progetto si attribuisce a Giuliano da Sangallo,
in una data attorno al 1469.
Testo italiano di proprietà della Provincia di Firenze.