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TEATRO, CABARET, MUSICAL E VARIE
20/25 gennaio 2009
Teatro Eliseo
IL PIACERE DELL'ONESTA'
di Luigi Pirandello
con Leo Gullotta
regia Fabio Grossi
Prosa Teatro della Pergola
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da giovedì 22 a sabato 24 gennaio 2009 (al Saschall)
A.GI.DI. presenta
Paolo Hendel in
IL TEMPO DELLE SUSINE VERDI
scritto da Paolo Hendel con Piero Metelli
In questo nuovo monologo Hendel torna a uno dei suoi argomenti preferiti, l’uomo.
La macchina-uomo, con le sue incongruità e i mille problemi di “manutenzione
ordinaria”.
Solo di fronte a se stesso l’animale uomo si interroga sulle sue fragilità,
le sue paure, le sue inquietudini: la solitudine, le malattie, la morte, l’insoddisfazione
per come va il mondo… E la mente vacilla. Dietro a tutto, la ricerca della
felicità, il bisogno d’amore, da Platone ai reality show, dai versi
immortali dei poeti alle bizzarre storie di quotidiana umanità.
TEATRO PUCCINI
INFORMAZIONI: 055.362067 – 055.210804
teatro puccini via delle cascine 41 50144 firenze tel.055.362067
www.teatropuccini.it info@teatropuccini.it
venerdì 23 e sabato 24 gennaio 2009
Occupazioni Farsesche e Armunia - Festival Costa degli Etruschi in collaborazione
con l’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo presentano
LA RUSSIA DELL’UOMO D’ORO
Storia di un padre e di migliaia di figli
spettacolo in russo e in italiano
drammaturgia Alessandra Bedino
regia Riccardo Sottili
scene e costumi Oleg Golovko
movimenti di scena Antonio Bertusi
con Lino Spadaro, Vadim Jakovlev, Antonio Bertusi, Daniel Dwerryhouse, Alberto
Galligani, Andrej Panin, Darja Stepanova, Alessio Targioni
Un padre aspetta un figlio, partito in guerra per la Russia nel ‘42. Finisce
la guerra, il figlio non ritorna. Passano gli anni, il padre non smette di aspettare.
Il tempo cambia tutto, travolge la memoria e porta alla follia. Il padre decide
allora di vestirsi tutto d’oro e di aspettare il figlio davanti alla stazione:
se il figlio tornerà non potrà non vederlo, non riconoscerlo. Questa
storia non è frutto della nostra fantasia, è una storia vera. A
metà degli anni ’70, chiunque ad Arezzo conosceva l’Omino d’oro
e la sua storia. La mente può uscire dai binari della normalità
e imboccare quelli della poesia; il treno del dolore porta l’Omino d’oro
nell’immensa steppa russa, sulle rive del Don, dove ancora si trovano quasi
90.000 soldati italiani che non hanno fatto ritorno a casa.
Lo spettacolo ha ricevuto il Premio K. Lavrov per il miglior spettacolo al Festival
Internazionale di Teatro X° “Meetings in Russia” San Pietroburgo
(2-11 aprile 2008).
TEATRO PUCCINI
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27 gennaio/1 febbraio 2009
Compagnia del Teatro Carcano
SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE
di Luigi Pirandello
con Giulio Bosetti, Antonio Salines, Silvia Ferretti, Nora Fuser
e Marina Bonfigli
regia Giulio Bosetti
Prosa Teatro della Pergola
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venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2009
Sala Umberto e Torino Spettacoli presentano
Pino Quartullo in
ULTIMA CHIAMATA
di Josiane Balasko
commedia scritta, pubblicata e rappresentata a Parigi nel 2006 traduzione di Marzia
Spanu
adattamento di Pino Quartullo
e con Paola Tiziana Cruciani, Gianni Fusini, Roberto Fazioli, Lavinia Savignoni
regia Pino Quartullo
Alex Martini, il protagonista, è una pop star all'apice del successo. Affabile
e romantico sul palco, nella realtà è un uomo arrogante e nevrotico,
convinto che a lui tutto sia permesso. Una sera, rientrando nel suo hotel dopo
un concerto, trova nella sua camera Jenny, una curiosa signora letteralmente apparsa
dal nulla, che si accinge a dimostrargli l'esatto contrario. Grazie a questo incontro,
Alex imparerà che, in certe situazioni, essere famosi, ricchi e potenti
serve davvero a ben poco. La movimentata e caotica notte che ne segue, infatti,
cambierà radicalmente la sua vita. Nel giorno del suo compleanno si troverà
solo in una camera d'albergo per affrontare inaspettatamente la prova più
dura della sua vita, fra canzoni, fans agguerrite, fantasmi, amici del passato
e una madre che non ha mai conosciuto…
"Di questa commedia mi ha colpito soprattutto la capacità di divertire
con intelligenza,; uno spettacolo in cui si lotta e si ride per migliorare se
stessi. E mi ha stupito constatare come molti elementi del protagonista mi appartengano….
sempre di corsa, esaurito dalla tournee, simpaticamente megalomane molto preoccupato
del suo lavoro e poco attento a se stesso e agli altri." Pino Quartullo
TEATRO PUCCINI
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3/8 febbraio 2009
Giglio Group Production
FACCIAMO L'AMORE
di Norman Krasna
con Gianluca Guidi, Lorenza Mario, Enzo Garinei
regia Gianluca Guidi
Prosa Teatro della Pergola
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giovedì 5 e venerdì 6 febbraio 2009
Teatro Stabile dell’Umbria e Fabbrica presentano
Ascanio Celestini in
Appunti per un film sulla lotta di classe
di Ascanio Celestini
musiche di Matteo D’Agostino
suono e luci di Andrea Pesce
violoncello Roberto Boarini
fisarmonica Gianluca Casadei
chitarra Matteo D’Agostino
“È un insieme di appunti che ho incominciato a prendere per una storia
della lotta di classe oggi. Una volta le persone che appartenevano alle diverse
classi sociali avevano anche culture diverse. Il ricco suonava Mozart, il povero
ballava il saltarello. Oggi è possibile che sentano entrambi De André
o D’Alessio, oggi la differenza è solo nei soldi. Così ho
incominciato a raccogliere storie per capire cosa è rimasto della coscienza
e dell’identità nell’appartenenza a una classe e mi è
sembrato che in particolare nel lavoro precario si aprisse una vera voragine.
Ci sono certi operatori del call center che stanno al telefono con la stessa crisi
della presenza che attraversa uno che se ne va al funerale di suo fratello. Vanno
a lavoro come si va a visitare una città bombardata. Rispondono al telefono,
ma sono anestetizzati, colpiti dall’azzeramento che l’istituzione
opera su di loro come una divinità antica e feroce che li rende ombre.
Eppure ci vanno con leggerezza perché spesso manco lo considerano un lavoro,
ma solo una maniera per racimolare qualche soldo. Denaro che non è mai
abbastanza per uscire dalla povertà, così i più anziani si
devono arrangiare a fare altri lavori e lavoretti. Invece i più giovani
restano inchiodati alla casa di mamma e papà in un limbo che non li fa
stare più nella tarda adolescenza liceale, ma non ancora nella maturità
dell’adulto che si fa una vita autonoma.” Ascanio Celestini
TEATRO PUCCINI
INFORMAZIONI: 055.362067 – 055.210804
teatro puccini via delle cascine 41 50144 firenze tel.055.362067
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sabato 7 e domenica 8 febbraio 2009
KA s.r.l. presenta
Kataklò - Athletic Dance Theatre in
PLAY - Discipline sportive, libere dalla
competizione tra ironia e poesia
coreografie e direzione di Giulia Staccioli
musiche originali di Ajad
Una corsa che diviene danza, un fioretto pronto a scoccare, una bicicletta che
evoca un tempo lontano, due gambe che cantano in sincronia. Cartoline di sport
da luoghi ed epoche lontani. Ci sono immagini e suoni di Play, nato con il titolo
Indiscipline, che rimangono per molto tempo nella memoria. Sono rievocazioni
di un passato che ha mantenuto tutta la sua freschezza e la sua forza. Finestre
spalancate su di un presente affascinante e sorprendente. L’ironia che
traspare è a tratti irriverente ma sempre vivace e accattivante. E il
tutto è visto, vissuto e reinterpretato con grandissima sensibilità.
Uno spettacolo a quadri, un’entusiasmante alchimia tra l’energia
dirompente del gesto atletico e l’armoniosa intensità della danza.
Storie di sport, visioni e variazioni di discipline finalmente libere dalla
tensione della competizione, capaci di cogliere nuove sfumature. L’eleganza
del movimento si vena di follia, il corpo raggiunge limiti lontani sovvertendo
il comune pensare. La perfezione del gesto è poesia. Raffinata e suggestiva.
Una forma d’arte nuova e universale che coinvolge e fa sognare, stupisce
ed emoziona oltre ogni confine culturale, linguistico, generazionale. Corpi
che giocano e creano, sfidano e sperimentano. L’uomo affronta i propri
stessi limiti. Il traguardo raggiunto è una meta sudata. Il podio una
conferma della passione e della dedizione. Ali di una libertà spesso
celata ma sempre ambita. Libertà che sola permette all’uomo di
scrivere la propria storia.
TEATRO PUCCINI
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10/15 febbraio 2009
Andrea Ulmi e Rosario Coppolino per Molise Spettacoli
I PONTI DI MADISON COUNTY
di Robert James Waller
con Paola Quattrini, Ray Lovelock, Ruben Rigillo
regia Lorenzo Salveti
Prosa Teatro della Pergola
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venerdì 13 e sabato 14 febbraio 2009
PromoMusic presenta
Marco Travaglio in
Promemoria - Quindici anni di storia d'Italia ai
confini della realtà
testo di Marco Travaglio
regia Ruggero Cara
musiche Valentino Corvino
e con C-Project
“La prima Repubblica muore affogata nelle tangenti, la seconda esce dal
sangue delle stragi, ma nessuno ricorda più niente. La storia è
maestra ma nessuno impara mai niente. Avanti il prossimo: se non vi sono bastati
Andreotti, Craxi e Berlusconi, ora magari arrivano Lele Mora e Flavio Briatore”.
Marco Travaglio
TEATRO PUCCINI
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martedì 17 e mercoledì 18 febbraio 2009 (al Saschall)
Just in Time s.r.l. presenta
La Fura dels Baus in
BORIS GODUNOV
scritto da Alex Olle e David Plana
Il nuovo, estremo spettacolo teatrale della Fura dels Baus, ispirato alla
presa degli ostaggi nel Teatro Dubrovka di Mosca nel 2002.
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17/22 febbraio 2009
Teatro Stabile delle Marche
LeArt' Teatro
CASA DI BAMBOLA - L'ALTRA NORA
da Henrik Ibsen
con Lunetta Savino. Paolo Bessegato
regia Leo Muscato
Prosa Teatro della Pergola
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sabato 21 e domenica 22 febbraio 2009
Teatro Stabile della Sardegna e Teatro Eliseo presentano
Paolo Bonacelli in
Aldo Moro – Una tragedia italiana
di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
regia Giorgio Ferrara
con Lorenzo Amato
"Giovedì 16 marzo un nucleo armato delle Brigate Rosse ha catturato
e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana.
La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali,
è stata completamente annientata. Chi è Aldo Moro è presto
detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino ad oggi il gerarca
più autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di quel regime democristiano
che da trent'anni opprime il popolo italiano". Comunicato N° 1 delle
BR. Alle 9,15 del 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, la Fiat 130 guidata dall'appuntato
dei carabinieri Domenico Ricci, con a bordo l'onorevole Aldo Moro, viene bloccata
da un commando di terroristi e crivellata di colpi. Cinque uomini della scorta
vengono uccisi, il presidente della Dc sequestrato. La vicenda umana e politica
del rapimento Moro si consumò in 55 giorni: i più lunghi e oscuri
dell'Italia del dopoguerra. Non sono bastati 5 processi e 2 commissioni parlamentari
d'inchiesta a fare definitiva chiarezza. Su questa vicenda si sono confrontate
due concezioni opposte, a ognuna delle quali va una parte di ragione. I sostenitori
del valore della vita umana: bene assoluto al quale ogni altra considerazione
va subordinata. I difensori della Repubblica, chi temeva cioè che cedendo
ai terroristi si aprisse una spirale di ricatti, che facesse soccombere la concezione
stessa dello 'Stato'. Ognuna delle due parti poté reclamare una superiore
parte di ragione, una forte motivazione di natura etica. Anche questo ha reso
l'intera vicenda una tragedia, nel senso greco del termine: un conflitto, uno
scontro senza soluzione possibile, che non sia quella stabilita dal fato. Una
tragedia antica, risolvibile solo sulla base di un'idea più religiosa che
politica, il dilemma di Antigone: Polis contro Pietas. A partire dalle numerose
lettere scritte da Moro dalla "Prigione del Popolo", lo spettacolo ripercorre
la cronaca del più tragico sequestro politico del nostro secondo dopoguerra:
le lettere, i documenti, le immagini d'archivio, i commenti, i punti di vista,
la ricostruzione dei fatti fino al drammatico epilogo.
TEATRO PUCCINI
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24 febbraio/1 marzo 2009
Noctivagus
IL CASO DI ALESSANDRO E MARIA
Curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo
commedia in due atti di Giorgio Gaber e Alessandro Luporini
con Luca Barbareschi, Chiara Noschese
regia Luca Barbareschi
Prosa Teatro della Pergola
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giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2009 (al Saschall)
Krassner entertainment presenta
Daniele Luttazzi in
Decameron - il monologo
di Daniele Luttazzi
“Decameron - il monologo” è la versione teatrale del varietà
satirico tv di Daniele Luttazzi, liberamente ispirato al capolavoro del Boccaccio.
Nel 1348, un'epidemia di peste induceva alcuni giovani ad allontanarsi da Firenze
per ritirarsi in una tenuta di campagna, dove passare il tempo raccontandosi novelle
a tema, molte delle quali licenziose. Con la varietà lussureggiante della
sua materia e dei suoi modi stilistici, l'arte di Boccaccio fondava una cultura
laica, autonoma da quella religiosa, libera da pregiudizi. La satira di Daniele
Luttazzi partecipa di questa indole.
Chi fa satira ha, per natura, una funzione eversiva contro il potere, le proibizioni
autoritarie, il sacro. Per un buffone satirico non c'è nulla di fisso,
nulla di acquisito. Può dire tutto impunemente perchè si pone fuori
dalle regole sociali, mentre fa da specchio alla goffaggine maldestra con cui
affrontiamo le forze avverse di un universo inospitale il cui senso ci sfugge.
Getta lo scompiglio nell'ordine che abbiamo eretto a nostra difesa, si prende
gioco della nostra sicurezza e mette in crisi la presunta oggettività della
nostra visione dei mondo. Ci costringe ad ammettere che il confine fra ordine
e caos non è così netto come vorremmo. E non è là
dove vorremmo che fosse. Il programma televisivo di Luttazzi venne interrotto
con un pretesto dopo cinque puntate, nonostante il grande successo. In questo
monologo, Luttazzi propone battute e sketches delle puntate inedite. l buffone,
colpito da una mazzata, si rialza come niente fosse. E' lo spirito umano, immortale.
Facendoci ridere, ci rende liberi.Decameron-il monologo: due ore di satira purissima.
E niente altro.
TEATRO PUCCINI
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sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo 2009
DrAma presenta
Daniela Morozzi con Stefano Cocco Cantini in
Articolo femminile analisi illogica della carta stampata
concerto lettura a più voci
e con Loredana Lubrano (canto), Valerio Silvestro (piano e sax)
regia di Patrizia Turini e Leonardo Ciardi
Svegliarsi al mattino, bere un caffé, aprire il giornale e leggersi le
ultime notizie. Presto, prima che invecchino. E se questo accadesse la sera, su
un palco, dopo una giornata di lavoro?
Cenare, bere un caffé e magari andare a teatro. Il sipario si apre, una
musica, un canto, una voce leggono articoli, per scoprire che alcuni non invecchiano
mai.
Per come sono scritti, certo. O forse perché parlano di un fatto e nel
farlo già lo superano, arrivando ad afferrare qualcosa di profondamente
umano e quindi universale. Quindi, senza tempo.
Abbiamo cercato questo nell'universo femminile. Perché, oggi, sentiamo
più che mai l'urgenza di parlarne in modo diverso. E per farlo abbiamo
preso a prestito parole di uomini e donne, racconti, storie, ritratti, opinioni,
parole che, accostate le une alle altre, come in un collage, compongono un'immagine
di donna che ci risuona. Una donna che al di là delle ideologie tenta di
stabilire un rapporto creativo con la realtà, per conquistare o difendere
la propria identità. Ogni volta operando delle scelte. Più o meno
consapevoli, ma sempre delle scelte.
Ed ecco allora Rosa Parks raccontata da Vittorio Zucconi, Consuelo Velazquez,
la donna che scrisse Besame Mucho, tratteggiata dalla penna di Concita De Gregorio,
l'indignazione di Nando Dalla Chiesa per la volgarità del 'Palazzo', e
poi Federico Rampini, Natalia Aspesi, Claudio Tognonato, Emanuela Audisio, Italo
Calvino e altri ancora.
Firme prestigiose con stili diversi, leggere, impegnate, sarcastiche, essenziali,
che la regia curata da Patrizia Turini e Leonardo Ciardi, orchestra in un'originale
messa in scena a tre voci. Un vero e proprio concerto lettura, dove Daniela Morozzi,
Loredana Lubrano e Valerio Silvestro, voce narrante, canto e musica, dialogano
costantemente concorrendo a comporre un'unica partitura.
Articolo Femminile è un reading polifonico, un'apparente analisi illogica
della carta stampata. Articoli di giornale che si fanno teatro.
TEATRO PUCCINI
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3/8 marzo 2009
Gli Ipocriti
MADRE CORAGGIO
di Bertolt Brecht
con Isa Danieli
regia Cristina Pezzoli
Prosa Teatro della Pergola
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giovedì 5 marzo 2009
Marangoni Spettacolo presenta
Stefano Benni in
l’ultima astronave
musiche di ed eseguite dal vivo al pianoforte da Umberto Petrin
Cosa mettere su un'astronave che partirà per gli spazi siderali, una
volta che la razza umana sarà estinta? Codici e invenzioni non bastano.
Ci vuole la prova della capacità artistica dell'uomo , il suo sogno e
il concreto desiderio di comunicare agli altri. Il meglio, forse, della sua
storia. Una storia del mondo con in mezzo due scienziati pazzi, un dicitore
e un pianoforte, e uno schermo dove appaiono quadri famosi, e inattese sorprese.
Dai graffiti paleolitici a Leonardo, dai mostri di Bosch a Velasquez, dalla
sfida di Van Gogh a Twombly attraversando Walt Disney, le ninfee, la restauration
art, Klee e Bacon. Le parole degli artisti e altre parole scritte e reinventate.
Il sorriso e il grido in letteratura, in musica e in pittura. Un viaggio ironico
e crudele, in ciò che di meglio e peggio l'uomo ha da mostrare all'universo,
nel caso vicino o lontano che debba scomparire. La voce di Stefano Benni la
musica di Umberto Petrin l'invenzione scenica di Fabio Vignaroli, elefanti rosa,
girasoli in fiamme e un mammuth parlante nello spettacolo che segue il grande,
sorprendente successo di Misterioso, lo spettacolo dedicato a Monk.
TEATRO PUCCINI
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venerdì 6 e sabato 7 marzo 2009
Jolefilm presenta
Marco Paolini in
ALBUM D’APRILE (tra un campo di rugby e la
piazza)
di Marco Paolini
musiche di Lorenzo Monguzzi
ALBUM D’APRILE è il riallestimento dello spettacolo teatrale APRILE
’74 E 5 del 1995. La versione proposta con le musiche eseguite dal vivo
da Lorenzo Monguzzi (dei Merc anti di Liquore) è quella proposta per la
diretta televisiva trasmessa da LA7 il 1 febbraio 2008. Lo spettacolo è
un racconto di formazione articolato, che condensa in due ore le storie di ragazzi
di provincia nel passaggio dalla giovinezza alla maturità. Si tratta di
una biografia collettiva i cui protagonisti sono amici e compagni d’avventura
e di scelte. I ragazzi già descritti in altri ALBUM intitolati ADRIATICO,
TIRI IN PORTA e LIBERI TUTTI sono cresciuti e sono arrivati all’esame di
maturità. Questo è il quarto racconto degli ALBUM DI MARCO PAOLINI
collegati, ma indipendenti
l’uno dall’altro. La storia personale dei protagonisti intreccia la
memoria collettiva dell’Italia segnata in quegli anni da ferite come la
bomba di maggio in piazza della Loggia a Brescia. “Questa storia è
inventata, ma dentro ci sono molte “cose vere”, mescolate e combinate.
C’è il Rugby che mi è stato insegnato con passione da chi
lo gioca, perché io non ho mai giocato, solo ammirato da fuori. C’è
la registrazione di Brescia, dell’attentato; ci sono i testi del Libro Verbali
Assemblee del Circolo I maggio, tutti rigorosamente autentici; ci sono tante storie
vere di sport, di bar, di piazza che mi sono state regalate da amici generosi
che riescono a tener acceso in testa al circuito dalla memoria e mi sorprendono
con i loro racconti. Io che ho la memoria corta devo a loro la mia voglia di raccontare
ancora.”
(Marco Paolini, maggio 2003)
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10/15 marzo 2009
Compagnia delle Indie Occidentali
Teatro Stabile d'Abruzzo
LA SIGNORINA GIULIA
di August Strindberg
con Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Simonetta Graziano
regia Armando Pugliese
Prosa Teatro della Pergola
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venerdì 13 e sabato 14 marzo 2009
Teatro dell’Archivolto in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber
presenta
Eugenio Allegri in
Il dio bambino
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
regia Giorgio Gallione
All'interno del progetto di collaborazione con la Fondazione Gaber, il Teatro
dell'Archivolto ha messo in scena per la regia di Giorgio Gallione "Il
Dio bambino", un monologo interpretato da Eugenio Allegri scritto nel 1993
da Gaber e Luporini che, dopo Parlami d'amore Mariù e Il grigio proseguiva
e approfondiva il particolarissimo percorso teatrale del Gaber di quegli anni:
esempio emblematico di quel "teatro di evocazione" teorizzato ed esplorato
in tutte le sue forme espressive.
Il Dio bambino è una storia d'amore; una normalissima storia d'amore
nell'arco degli anni che dà agli autori l'occasione di indagare su quello
che oggi dovrebbe essere un uomo: quali i suoi attributi, le sue caratteristiche,
la sua maturità; capire se è compiuto o incompiuto, se ce l'ha
fatta a diventare un uomo o se è rimasto un bambino. Un bambino che si
vanta della sua affascinante spontaneità, invece di vergognarsi di un'eterna
incompiuta fanciullezza.
E' una storia d'amore che potrebbe essere capitata a chiunque, vista ovviamente
da un'angolazione maschile. Un uomo a confronto con una donna, il miglior testimone
per mettere in dubbio la sua consistenza, il suo essere adulto, la sua presunta
virilità. E' una storia d'amore che cerca di individuare quali siano
oggi le differenze tra questi due esseri così simili e al tempo stesso
così diversi con la consapevolezza che se queste differenze un giorno
si annullassero la vita cesserebbe di esistere. Non c'è arte, né
scienza, né idee, né altra invenzione dell'uomo che non nascano
da questa differenza se non addirittura da questa contrapposizione. Come spesso
è accaduto, Gaber e Luporini sono molto spietati nelle analisi sull'oggi,
ma, tra le righe; c'è sempre un ponte con il futuro; fiduciosi non tanto
per l'uomo come è, ma per le sue fantastiche, incredibili possibilità.
A distanza di 25 anni dalla sua nascita, "Il Dio bambino" è
ancora oggi un testo di incredibile forza, attualità e lucidità,
cinico e commevente. Ambientato in un metaforico locale in disfacimento, con
sedie e tavolini buttati caoticamente a terra, tra bottiglie semivuote e fiori
calpestati, a raccontare allusivamente una sorta di festa finita male lo spettacolo,
nell'allestimento di Gallione e Allegri, è contrappuntato da frammenti
di canzoni interpretate dallo stesso Gaber, che sottolineano, evocano e guidano
lo spettatore nell'interpretazione di un resoconto teatrale di tragicomica,
potente contemporaneità.
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17/22 marzo 2009
Compagnia Molière
IL SIGNORE VA A CACCIA
di Georges Feydeau
con Mario Scaccia, Debora Caprioglio, Edoardo Sala, Rosario Coppolino
regia Mario Scaccia
Prosa Teatro della Pergola
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venerdì 20 e sabato 21 marzo 2009
Irma Spettacoli presenta
Lella Costa in
RAGAZZE
regia di Giorgio Gallione
“Mi piace seguire alcuni fili di narrazione, che spesso coincidono con degli
autori: Shakespeare, Eliot, Calvino. E se “Alice” finiva con una premonizione
inconsapevole ("se c'é un tempo per dormire e uno per morire-forse
c'é anche un tempo infinito per sognare"), “Amleto” cominciava
con una sorta di parafrasi dello stesso celeberrimo verso ("Esplodere o implodere,
questo é il problema"). Calvino, appunto. E ancora da Calvino, attraverso
la citazione appassionata che me ne ha regalato un'amica pittrice, ha cominciato
a prender forma questo nuovo spettacolo: da quella sua Euridice "altra",
che sotto lo sguardo protettivo e vagamente ottuso di un uomo assai potente-un
dio, nientemeno-che proprio non se ne fa una ragione, si ostina a voler abbandonare
la sicurezza di una casa per avventurarsi nelle "le lande desolate del fuori".
Folgorante-a confermare (vedi “Traviata”) come lo sguardo maschile,
quando é "buono", a volte sappia leggerci addirittura meglio
di noi stesse. E' questo che vorrei provare a raccontare-questo andare, incerto
ma inesorabile, questo voler esplorare e partire e mettersi in gioco e capire,
questo continuo sfidare e chiedere conto e pretendere rigore e rispetto e coerenza
("il talento delle donne sperdutamente amate/l'innocenza con cui puniscono
per le cose mai avverate": anche Fossati é un buon compagno di strada...);
la fatica e la leggerezza, il dolore, lo sgomento, la rabbia, i desideri, "l'arme
e gli amori"-cortesie pochine, temo; la testardaggine, l'autoironia, il magonismo
terminale, la sorellanza che forse é perfino più inquieta della
fratellanza; la violenza, ahimé, inevitabilmente; e l'inviolabilità,
anche, possibilmente. Euridice e le altre, nei secoli protagoniste o (e?) testimoni
di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue,
di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, incoercibile, formidabile
accanimento terapeutico nei confronti del futuro. Euridice e le altre, sicuramente
non tutte ma molte- le "ragazze senza pari" che abitano, e animano,
la nostra vita e la nostra memoria. E che, compatibilmente con il mondo, riescono
ad essere straordinariamente creative, e irresistibilmente simpatiche. Non riesco
a dirvi altro, per ora-scrivo queste righe molti mesi prima di cominciare a lavorare
concretamente allo spettacolo, con i miei complici abituali. A tuttoggi non sono
neanche tanto sicura del titolo- "Ragazze", magari? o é meglio
"Euridice e le altre"? e perché non proprio "Le lande desolate
del fuori"? Sarei tentata di indire una consultazione elettorale, ma qualcosa
mi trattiene, chissà come mai. Ho idea che mi limiterò a chiedere
il parere delle donne che incontro: se l'ha capito perfino Ligabue, dev'essere
proprio vero. Le donne lo sanno. Che bello ascoltarle.” Lella Costa
TEATRO PUCCINI
INFORMAZIONI: 055.362067 – 055.210804
teatro puccini via delle cascine 41 50144 firenze tel.055.362067
www.teatropuccini.it info@teatropuccini.it
24/29 marzo 2009
Compagnia Attori & Tecnici
LE INVASIONI BARBARICHE
dal film di Denys Arcand
con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Attilio Corsini
regia Attilio Corsini
Prosa Teatro della Pergola
http://www.pergola.firenze.it
venerdì 27 e sabato 28 marzo 2009
Spettacoli ADR presenta
Dado in
ONESTO MA NON TROPPO
scritto ed interpretato da Dado
con la collaborazione di Mario Scaletta
musiche e testi di Dado
regia di Augusto Fornari
“Il nome non vi tragga in inganno: Dado. Sembra non voler chiedere troppo
a voi, il pubblico. Sembra leggero e allegro, e basta. E invece no. Dado, a dispetto
delle quattro lettere del suo piccolo nome, è un grande artista, che nasconde
dietro l’apparente semplicità di una sigla di due sillabe, la complessità
di un mondo straordinario, fatto di musica e parole, di comicità e pensiero,
d’impegno e intrattenimento. No, non preoccupatevi, Dado non è giunto
tra noi per scandagliare gli abissi profondi dell’animo umano, offrendoci
una lettura inattesa dell’universo. Dado è qui, ora, per metterci
alla prova, per testare, come solo uno scienziato sa fare, i nostri limiti, le
nostre capacità, il nostro cervello. E per farlo usa uno strumento straordinario
e sorprendente, la comicità. Dado fa ridere, e questo, essendo lui un attore
comico, non è poco. Ma fa anche pensare, cosa che invece molto spesso alla
comicità non è dato di fare. Dado racconta la nostra vita quotidiana,
le nostre difficoltà, i nostri tic, le nostre passioni, i nostri amori
e i nostri difetti, mettendo tutto questo in scena con una ironia non comune.
Ma ancora tutto questo non sarebbe abbastanza per renderlo un personaggio originale.
Il mondo, in fondo, è pieno di comici, sia di quelli che lo fanno per mestiere
sia di quelli che sfortunatamente fanno ridere. Ma Dado è qualcosa di più.
Fa qualcosa di più. Prende a modello Giorgio Gaber, il suo teatro-canzone,
e sul quel prezioso modello costruisce la sua comicità,il suo teatro. E,
ovviamente, le sue canzoni. Si, perché Dado è un musicista e un
cantante, usa la canzone come grimaldello per aprire le porte che vuole, quelle
della comunicazione, della risata, dell’emozione. Dado canta e il suo gruppo
lo accompagna e con le sue canzoni, con il suo teatro, mette in scena qualcosa
che è più che una semplice sequenza di brani, è uno spettacolo
ricco, ironico, divertente, sorprendente e vario. Insomma, non fidatevi del nome,
piccolo e leggero. Dado non è un attore come tutti gli altri, non è
un cantante come tutti gli altri. Dado è uno dei personaggi più
originali e divertenti della nostra scena. Ed è qui per dimostrarlo.”
Ernesto Assante
TEATRO PUCCINI
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teatro puccini via delle cascine 41 50144 firenze tel.055.362067
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venerdì 3 e sabato 4 aprile 2009
Procope Studio presenta
Le Sorelle Marinetti in
Non ce ne importa nulla
“NON CE NE IMPORTA NIENTE” non è un semplice concerto, ma una
vera e propria piece di teatro musicale, che propone allo spettatore un viaggio
temporale a ritroso, verso gli anni ’30. Anni di grandi inquietudini, per
l’approssimarsi all’orizzonte di nubi nere, ma anni anche di voglia
d’evasione e di spensieratezza che, grazie alla scuderia di autori, cantanti
e direttori d’orchestra dell’Eiar (l’Ente Italiano Audizioni
Radiofoniche, da cui, come araba fenice, sarebbe nata la RAI) ha prodotto un repertorio
di canzoni che ancora oggi mettono buon umore.
E pensare che nel ’25 Mussolini disse: “Questa radio non funzionerà
mai!”.
Interpreti di questo viaggio sono LE SORELLE MARINETTI, un trio di “ragazze”
davvero particolari, che, affascinate dall’esperienza artistica e umana
del Trio Lescano, si calano nei panni di tre signorine degli anni ’30 per
raccontare con gustosi sketch la società del tempo e per interpretare i
più grandi successi di quegli anni in perfetto falsetto e “canto
armonizzato”.
LE SORELLE sono TURBINA MARINETTI (Nicola Olivieri, 44 anni, attore e corista
lirico), MERCURIA MARINETTI (Andrea Allione, attore, cantante e coreografo –
cura le coreografie dello spettacolo) e SCINTILLA MARINETTI (Marco Lugli, cantante
e attore, diplomato ai Filodrammatici).
Diretta dal maestro Schmitz, la band è composta da ottimi musicisti jazz:
Christian Schmitz (pianoforte), Riccardo Tosi (batteria), Paolo Dassi (contrabbasso),
Pierluigi Petris (chitarra) e la sezione fiati di Alberto Ferrari (clarinetto
e sax), Riccardo Gibertini (tromba) e Alberto Bollettieri (trombone).
TEATRO PUCCINI
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14/19 aprile 2009
Compagnia Mario Chiocchio
Balletto di Roma Ente Nazionale del Balletto
AMORE E PSICHE - LA FAVOLA DELL'ASINO D'ORO
di Apuleio
con Peppe Barra, Andrè De La Roche
regia Renato Giordano
Prosa Teatro della Pergola
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da mercoledì 22 a venerdì 24 aprile 2009
Altrove Teatro presenta
Anna Montinari in
gallina vecchia
di Augusto Novelli
con Remo Masini e Marco Predieri
regia di Paolo Biribo
“Dopo aver riportato sulle scene italiane l’intenso Schmitt de “Il
Visitatore” e aver rivolto l’attenzione al teatro pungente e attuale
di Neil Simon e dopo l’incontro con il teatro sacro, “Venite ad amare
l’amore”, accanto a Claudia Koll, gli studi su Spoon River e le esperienze
nei radiodrammi della Rai, con Virginio Gazzolo, la voglia di tornare, da attore,
alle mie radici, alla mia città, si è fatta sentire, e data l’età
che ancora lo permette, ho sentito che era arrivato il momento per incontrare
Ugo, l’attor giovane di Augusto Novelli in “Gallina Vecchia”.
Un testo del 1911, eppure di sorprendente contemporaneità, nel raccontare
con disincantata lucidità la storia di una donna d’affari, forte
e cinica, nel passaggio delicato tra la maturità e la vecchia, in un tempo
che spesso si dipinge, con una certa nostalgia, come ingenuo e semplice, ma nel
quale i vizi dell’umana natura, l’avidità, le trame, ben si
ritrovano e ben vengono smascherate dalla sagace penna del Novelli.
E’ proprio il testo, sono le parole usate dall’autore fiorentino,
la forza di questa commedia, che travalica lo stretto confine del vernacolo, impostasi
come un vero classico del teatro italiano, senza tempo, né manierismi,
asciutta, diretta, intrisa di un disincanto che non concede facili scappatoie
né un finale lieto, se non tale solo in apparenza.
Un tessuto ben strutturato, in dialoghi serrati, essenziali, crudi, in una costruzione
che alterna momenti di comicità amarissima a passaggi di straordinaria
umanità, nei quali si disgela l’illusione, nella fiamma gelida degli
interessi e nella resa dei sentimenti più onesti. Riportare in scena Gallina
Vecchia significa per noi riscoprire il tessuto originale e nitido di Novelli,
ripulito dalle numerose aggiunte che negli anni si sono sedimentate sul copione,
ad opera di capocomici, registi e riscritture successive, restituendo così
centralità al testo, in un allestimento asciutto, diretto, privo di trine
e merletti, dove la scenografia sarà sì d’impatto ma appena
accennata e dove l’antica Firenze vivrà nelle atmosfere, nei colori
e nei suoni accuratamente e mai banalmente ricostruiti.” Marco Predieri
A interpretare il ruolo di Nunzia, banco di prova per grandi attrici di tutti
i tempi, sarà qui Anna Montinari, interprete fiorentina, formatasi all’Accademia
Silvio D’Amico di Roma e cresciuta alla corte del Piccolo di Milano con
Strehler e Ronconi. Per anni in compagnia con Peppino de Filippo poi con Milva
e Mariangela Melato.
A lei il compito di portare in scena la più attuale figura femminile del
teatro di Novelli, e forse del teatro italiano di tutto il primo novecento. Una
prova dunque di straordinario spessore, per un’artista amata dal pubblico
e di provata carriera.
TEATRO PUCCINI
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mercoledì 29 e giovedì 30 aprile 2009
Nido del Cuculo Produzioni presenta
Paolino Ruffini in
Dè Rocky Horror Picture Show
Torna al Teatro Puccini Paolino Ruffini con l’esilarante spettacolo "Dè
Rocky Horror Picture Show" naturalmente ispirato al mitico Rocky Horror.
Nato come spettacolo musicale dal vivo ed evolutosi in uno dei film più
trasgressivi ed apprezzati degli anni ’70, il mito trentennale del Rocky
Horror continua grazie anche e soprattutto alle leggendarie “audience partecipation
versions”: proiezioni in cui il pubblico, incitato da veri maestri di cerimonie,
interagisce con il film creando un’esperienza sempre diversa e divertente.
La versione livornese "Dè Rocky Horror Picture Show" presentata
al Teatro Puccini segue questa linea ed è un vero e proprio concerto "recitante"
eseguito da un cast composto da 5 musicisti e 9 cantanti-attori. Un’esplosione
di energia e trasgressione capace di sconvolgere e trascinare chi lo ascolta.
Uno spettacolo in costume sempre moderno e inimitabile confezionato ad hoc da
un gruppo di professionisti di grande spessore.
La somiglianza tra i personaggi del film e gli attori sul palco è impressionante.
Stessi costumi, stessa gestualità e con un protagonista, Frank and Furter,
che intrattiene i suoi ospiti in calze auto-reggenti e body sadomaso.
Le musiche sono eseguite interamente dal vivo mentre lo svolgimento della trama
è affidato ad un “particolare” narratore, un emblematico personaggio
che mostra agli spettatori il susseguirsi della storia rimanendo sempre sul palco
a metà tra spiegazione ed interazione con gli altri personaggi: Paolino
Ruffini.
Sarà lui infatti ad interpretare questo ruolo sui generis e siamo sicuri
che da buon livornesaccio si lascerà scappare anche qualche "Dè".
Per questo il “The Rocky Horror Picture Show” diventa il “Dè
Rocky Horror Picture Show”: un’esperienza musicale e visiva di grandissima
qualità artistica e incredibilmente divertente.
TEATRO PUCCINI
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5/10 maggio 2009
Compagnia Lavia - Anagni
MACBETH
di William Shakespeare
con Gabriele Lavia, Giovanna Di Rauso
regia Gabriele Lavia
Prosa Teatro della Pergola
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