Il “giardino all’italiana” nasce a Firenze nel quindicesimo secolo. Questo è un giardino “aperto”, pensato come parte integrante ed estensione della casa, un luogo privato che, dopo secoli di oscurantismo, si apre fiducioso verso il mondo esterno. Una delle prime grandi dimore patrizie con “giardino all’italiana” è Villa Medici, costruita a Castello, vicino a Firenze, per i signori del capoluogo toscano. Il giardino di Villa Medici ha una struttura geometrica e quasi perfettamente simmetrica, la stessa struttura che si ritrova in tutti i grandi giardini italiani del Cinquecento. La concezione del giardino italiano rinascimentale nasce dal desiderio, tipico di quel periodo storico, di trovare il giusto equilibrio fra rigore razionale e fantasia creativa. Le caratteristiche che accomunano tutti i giardini italiani sono la geometria dei tracciati e delle aiuole, il grande uso di sempreverdi, le siepi potate in forme regolari, le stupende architetture e la presenza costante, e a volte massiccia, di statue e fontane. Nel XVII secolo il giardino italiano si trasforma e da sobrio e raffinato diventa estroso ed esuberante. Il Seicento è il secolo del barocco e i giardini vengono realizzati più con l’intento di stupire e meravigliare che non per essere ammirati in religioso silenzio. Gli esempi più belli di giardino barocco sono Villa Aldobrandini a Frascati, Boboli a Firenze e Villa Garzoni a Collodi, presso Lucca.
Il Giardino di Boboli non diventò famoso fino a che non divenne proprietà della famiglia dei Medici che chiamò Niccolò Pericoli, conosciuto come Tribolo, per progettarlo; questo artista creò un capolavoro di panorama architettonico tra il 1550 e il 1558. Il parco, che fa parte di Palazzo Pitti,fu progettato per occupare una posizione scenografica sulla pendenza della collina di Boboli ed ha inoltre accesso dalla piazza. Il parco fu poi arrichito con molte invenzioni da Buontalenti (come ad es la Grotta Grande), fontane e stutue da Ammannati, Giambologna e Tacca e completate da Giulio e Alfonso Parigi (1631-1656). I due architetti, padre e figlio, eseguirono l'anfiteatro,l'unico scenario per molte celebri performances teatrali, il viale dei cipressi conosciuto come "Viottolone" e la piazza e il laghetto dell' Isolotto. Le ultime aggiunte, come ad esempio la casa del caffé (1774-76), il prato delle colonne e la limoneria (1785) sono state inserite dalla famiglia Lorriane. Pietro Leopoldo decise di aprire il giardino al pubblico mel 1776. Il progetto del Giardino di Boboli fu usato come base per i giardini reali in Europa, incluso Versailles.
Indirizzo:Piazza Pitti, 1
Orario d'apertura: Inverno: ogni giorno (eccetto il lunedì) dalle 9,00
alle 16,30. Estate: ogni giorno (eccetto il lunedì) dalle 9,00 alle 18,30
Telefono: 055 2651816
Prezzo del biglietto: 4 Euro
Il primo nucleo dell'Isola Estate, conosciuta oggi come Parco delle Cascine,
fu comprata dal duca Alessandro a metà del 1500. L'isola fu poi ingrandita
da Cosimo I.
Fin dall'inizio del 17° secolo il parco é stato dominato da un maestoso
viale di alberi, inizialmente conosciuto come lo Stradone dei Pini e successivamente
come lo Stradone del Re. Sotto Pietro Leopoldo il parco fu riorganizzato con
l'aggiunta delle attrezzature da giardino e una casa di guardia.
Nella seconda metà del 18° secolo l'arciduchessa Elisa fece il giardino
pubblico, donando così alla città una vasta area verde molto diversa
dai giardini dei palazzi della città. L'Arciduchessa fece inoltre una
nuova entrata al parco su Porta al Prato. Nel frattempo la strada parallela
al fiume fu pavimentata e resa tutta dritta.
Nel 19° secolo i giardini delle Cascine furono progettate in uno stile romantico
e apparivano molto diverse da come sono oggi. Inoltre, nel corso del 19°
secolo larghe aree del parco furono trasformate in aree sportive, piste da corsa
incluse.
Indirizzo: Parco delle Cascine
Orario d'apertura: sempre aperto
Prezzo del biglietto: gratuito
L'entrata nel Giardino dell'Iris a Firenze si trova nel punto in cui viale dei Colli si apre a Piazzale Michelangelo. Il giardino ha più di 2.500 varietà di fiori che hanno simboleggiato la città sin dal 1251.
Indirizzo: entrata da Piazzale Michelangelo
Orario d'apertura: aperta dal 2 di maggio al 20 di maggio (dal Lunedì
al Venerdì:10-12,30; 15-19. Week-End: 10-19)
Telefono: 055 483112
Nel 1865 la città di Firenze chiese a Giuseppe Poggi, l'architetto che progettò la ricostruzione di quella che sarebbe stata capitale del regno d'Italia, di dedicare la sua attenzione alla riva sinistra del fiume Arno. Fu inaugurata nel maggio del 1895, durante la Festa delle Belle Arti, quando Poggi offrì una vista magnifica della città.
Indirizzo: viale Giuseppe Poggi 2
Orario d'apertura: visita consigliata a maggio
Telefono: 055 2625305
Nel 1852 l’Accademia dei Georgofili per dar vita ad una Società
Toscana di Orticultura istituì una specifica commissione per sperimentare,
promuovere e diffondere la cultura degli orti e dei giardini.
Sei anni dopo, grazie alla donazione del podere si concretizzò la possibilità
di disporre di un giardino sperimentale.
Il podere, di oltre due ettari di grandezza con la presenza di case coloniche,
fu trasformato negli anni dalla Società Toscana di Orticultura e nel
1862 fu possibile svolgervi la prima esposizione.
Le manifestazioni pubbliche e le Esposizioni periodiche nel giardino, ebbero
successo, di pubblico e di denaro, così da permettere gli investimenti
e la prosecuzione della ricerca della Società.
Via: Bolognese, 17
Tel: 055 483698
Orario di apertura: gen-feb-mar 8.30-18.00 apr-mar 8.30-19.00 giu-lug-ago 8.30-20.00
set 8.30-19.00 ott-nov-dic 8,30-18.00
Ingresso: gratuito
La parte superiore è tenuta a bosco ornamentale, con sentieri che si
intersecano nel verde, laghetti artificiali e una vegetazione disposta secondo
particolari artifici prospettici,intesi a mascherare le reali dimensioni della
tenuta. È probabile che il completamento del parco cinquecentesco si
debba all'architetto Giulio Parigi, che nel 1631-32 era intervenuto sulla villa
con opere di consolidamento e abbellimento.
Risalirebbe al Parigi anche il viale di collegamento fra la Petraia e la villa
di Castello, che hanno sempre costituito un unico grande complesso terriero.
Fulcro monumentale della villa è il cortile a loggiato interno, affrescato
da Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano.
Lo straordinario programma decorativo, di stile barocco e gusto romano, fu commissionato
dal granduca Ferdinando II ed eseguito fra il 1636 e il 1648. Le due piccole
cappelle furono invece decorate da Bernardino Poccetti. La villa divenne così
un'amena residenza estiva, prima per i Medici e quindi per i Lorena. Ma non
solo: fu qui in particolare che nel Seicento tenne la sua corte Don Lorenzo
dé Medici, cadetto di Ferdinando I, e nel Settecento il principe Gian
Gastone, ultimo granduca mediceo, quando la prematura scomparsa del fratello
maggiore lo designò erede al trono.
Via della Petraia 40, Località Castello, 50141 Firenze.
Da lunedì a domenica
Ore 8,15 – 17,00 nei mesi di gennaio, febbraio, novembre, dicembre
Ore 8,15 – 18,00 nei mesi di marzo, ottobre
Ore 8,15 – 19,00 nei mesi di aprile, maggio, settembre
Ore 8,15 – 20,00 nei mesi di giugno, luglio, agosto
Ingresso libero
Sul retro della Villa si apre un giardino a terrazze che, commissionato al
Tribolo intorno al 1540, doveva essere tracciato con una visione così
grandiosa che il Vasari lo descriveva come “il più ricco, il più
magnifico, il più ornato giardino d’Europa”.
Al centro del giardino si ergeva la Fontana di Ercole e Anteo, opera del Tribolo
e di Pierino da Vinci realizzata nell’arco del decennio 1538-48; ora è
presente in loco solo la vasca, mentre il gruppo bronzeo di Ercole e Anteo dell’Ammannati,
che concludeva la candelabra marmorea, si trova in deposito, per motivi di conservazione,
presso la vicina Villa Petraia.
In fondo al viale di mezzo, sotto una terrazza, si apre la Grotta degli animali,
opera del Giambologna e della sua scuola, una grotta artificiale a stalattiti,
coperta da una volta a mosaico di conchiglie e contenente gruppi di animali
di ogni specie, anche esotici, scolpiti in pietra e marmi di vari colori, o
fusi in bronzo. Attraverso due scale coperte laterali si sale al parco dove
si trova una statua bronzea dell’Ammannati detta Il Gennaio.
Via di Castello 47, Località Castello, 50141 Firenze
Da lunedì a domenica
Ore 8,15 – 17,00 nei mesi di gennaio, febbraio, novembre, dicembre
Ore 8,15 – 18,00 nei mesi di marzo, ottobre
Ore 8,15 – 19,00 nei mesi di aprile, maggio, settembre
Ore 8,15 – 20,00 nei mesi di giugno, luglio, agosto
Ingresso libero
Nel 1094 Sir Arthur Acton, proprietario della villa, iniziò i lavori di sistemazione del giardino posto sul retro dell'edificio. Il giardino ripropone romanticamente l'impianto classico, basato su tre terrazze digradanti e sull'uso dell'arte topiaria.
Località: La Pietra
Via: bolognese, 130
Tel: 055 5007201 - fax. 055 5007213
Orario di apertura: visitabile su appuntamento
Ingresso: prezzo da definire tramite telefono